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STORIA DI ALBEROBELLO > La Storia di Mario Contento
Alberobello nel 1797 e dintorni si presenta così: un agglomerato di trulli addossato alla collina dirimpetto al Palazzo del Conte; li separa un largo (abbasc' a fogge, attualmente Largo Martellotta) con pochi alberi, alcune fogge, pietrisco e polvere da calpestare. Sulla sinistra un altro nucleo di trulli denominato "Aia Piccola". Per la sua imponenza architettonica spicca il Palazzo del Conte di Conversano. Edificato nel 1635, ha 13 locali riservati agli Acquaviva per una di letti e per la sala di ricevimento, una cappella di famiglia e diversi sottani utilizzati come botteghe, mulino, forno, pagliera e stalle
Per la sua originalità si nota anche il Trullo Sovrano, situato a nord del paese, alle spalle delle chiesa dei Santi Medici. Costruito a metà del settecento dalle famiglie del sacerdote Cataldo Perta, ha una cupola conica alta 14 metri ed è un esempio raro di trullo disposto su due piani.
La chiesa dei Santi Medici Cosma e Damiano, giunto al secondo ampliamento nel 1784, si presenta così: lunga 35 metri circa e larga 20 metri, ha un campanile, espone due statue dei Santi e, da alcuni anni, possiede anche le reliquie portate da Roma. La cura pastorale è affidata a un cappellano, coadiuvato da dodici sacerdoti.
Uno sguardo oltre il ristretto territorio di Alberobello. Dei paese del comprensorio ( Noci, Putignano, Locorotondo e Martina Franca) si può cogliere questa fotografia: ripresa demografica unita ad accentuate trasformazioni sociali e lento progresso nel lavoro e nel tenore di vita. Simile giudizio vale per tutto il territorio barese. Al tempo stesso si chiedono riforme, intervento del Sovrano, giustizia per tutti, restrizione dei privilegi, apertura dei commerci, alleviamento alle dogane..
Nei loro resoconti gli inviati del Re in Puglia scrivono: "c'è arretratezza e miseria che si manifestano con denutrizioni, febbri, malattie, mortalità infantile, pesi fiscali, ignoranza e disorganizzazione nelle tecniche della coltivazione, ristagno di acqua, scarsa viabilità, insidie di briganti, mendicanti e compagnie di ventura."
In terra di Bari a 10 - 15 km. dal mare (è la nostra zona indicata come Murgia dei Trulli) è la Puglia di "poca terra e di molti uomini". Nel territorio alberobbelese poi il paesaggio agricolo è ancora "poca terra e molta selva".
Negli anni 1795-97 c'è crisi di sussistenza e avvio di conflitti a causa di cattivi raccolti nei campi. Si vive una situazione di conflittualità endemica pronta a esplodere; arriverà nel 1799.
L'economia della "piazza" presenta i suoi lati deboli: la famiglia contadina abituata ad un basso livello di consumo di ciò che produce, acquista manufatti e cibo. I soldi però scarseggiano.
Le terre demaniali sono state usurpate dai conti e dai ricchi "galantuomini", le sottraevano ai diritti di uso collettivo e le popolazioni si agitavano. Non si dimentichi che il regime feudale guida ancora gran parte del meridione e del territorio pugliese. La provincia di Bari si presenta come un succedersi ininterrotto di feudi appartenenti a queste famiglia: Cattaneo a Sannicandro, Carafa ad Andria, Carracciolo a Santeramo, Orsini a Gravina, Acquaviva a Conversano. Si assiste anche a duno scontro tra feudi; memorabili quelli tra il conte di Conversano, di martina e di Monopoli, che hanno ripercussioni nella nostra zona.
Quando si affacciano nuove proposte, come la privatizzazione delle terre comuni gli strati più poveri della popolazione sono contrari. Le plebi contadine aspirano solo al possesso della terra.
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