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STORIA DI ALBEROBELLO > la storia di ITALO PALASCIANO
Negli anni in cui si verificava un evento di notevole rilievo per la vita economica locale, quando cioè l'università viene finalmente in possesso di un patrimonio di una certa importanza (anche se con limitate possibilità d'uso derivanti dalla severità della legge forestale), Alberobello presenta un quadro sociale nel complesso di grande povertà. Lo si rileva dalla documentazione preparatoria del catasto provvisorio per l'anno 1812 e precisamente dalle merci di ruolo della contribuzione personale che rappresenta la prima documentazione ufficiale statistica del comune. Infatti ad Alberobello non fu formato il catasto conciario, non avendo al tempo, nel 1741, autonomia comunale.
L'imposta personale era stata introdotta nel decennio francese( 1809) e sottoponeva a tassazione - leggermente progressiva nel loro comune di residenza - i capi famiglia, gli enti morali, laici ed ecclesiastici, e tutti i titolari di stipendi superiori ai 120 ducati annui secondo una divisione in otto classi di reddito. Era inoltre prevista una classe di esenzione per indigenza. Non sarebbe esatto definirla una imposta di famiglia, ma simile può dirsi il criterio ispiratore. Da questo documento si apprende che gli abitanti sono 3387 e i capi famiglia 645, così suddivisi:
Bracciali 437 (a) Medici 3
Massari 54 Galantuomini 2
Vedove 21 (b) Notari 2
Sacerdoti 20 Bottegai 2
Vaticali 17 Legnaioli 2
Calzolai 17 Ex giudici 2
Falegnami 12 Tintori 1
Sarti 11 Speziali 1
Agricoltori 10 Possidenti 1
Pastori 8 Fabbricatori 1
Muratori 6 Armigeri 1
Ferrari 5 Agrari 1
Negozianti 4 Senza qualifica 3
(a) di cui 54 indigenti
(b) di cui 6 indigenti
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