Rievocazione Storica Alberobello 1797


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Dispaccio di Ferdinando IV Re delle Due Sicilie

STORIA DI ALBEROBELLO > La Storia di Mario Contento

(Napoli 27 maggio 1797)

Il cavalier D. Giovanni Battista Spiriti, brigadiere de' reali eserciti di Sua Maestà (D.G.), Governatore dell'armi e commissario generale della campagna in questa provincia di Bari - Algozini e serventi tanto di questa Sovrana Regia Udienza, quanto d'ogn'altra corte insolidum saprete come colla posta di questa settimana ci è pervenuto il susseguente real dispaccio. - Dal Generale Acton mi viene comunicata la seguente sovrana disposizione.

"Avendo il Re preso in seria considerazione i ricorsi che l'intera popolazione di Alberobello, sita nel tenimento dei feudi del Conte di Conversano in Provincia di Trani gli ha umiliati nel passaggio facilissimo della M.S. da quelle Vicinanze, dolendosi dell'indoverose Presentazioni e Tributi che pretende il loro Barone, e domandando la grazia di poter formare Comunità, come tutte le atre Popolazioni del Regno, di essere riconosciuti per sudditi della M.S. col pagamento di quelli pesi a cui sono soggette le altre Comunità, di avere un Parroco per il Governo Spirituale, ed un giudice regio per l'amministrazione della giustizia. La maestà Sua dopo aver inteso sull'assunto l'avvocato fiscale Vivenzio, e dopo averlo fatto passare sulla faccia del luogo per verificare l'esposto, ha sovranamente risoluto e comanda che la detta Popolazione di Alberobello composta da 3.200 anime prenda la forma di Comunità come le altre del Regno, a quale oggetto debba farsi la numerazione dei fuochi secondo lo stato del 1669, che è l'ultimo fatto nel Regno, e darsi del fiscale Vivenzio un regolamento come governarsi; che abbia un governo civico come gli altri Paesi e Università di quella Provincia e del regno; e che a tal effetto sia lecito alla medesima da oggi in avanti di convocare Parlamento composto di tutti i Capi di famiglie, ed elargire un Sindaco, due Eletti ed un Cancelliere, i quali abbiano la cura e il governo dell' Università.
Vuole inoltre S.M. che in quella Popolazione vi sia un Paroco per l'amministrazione dei SS. Sacramenti con tutte le facoltà proprie dei Parochi, senza alcuna dipendenza dalla chiesa e Parocchia di Noci; e che a tal effetto il Vescovo di Conversano, nella di cui diocesi è quella Popolazione, proceda nelle forme legittime e coniche alla erezione di tale Parrocchia, con provvederla di un Paroco atto e idoneo da eligersi precedente concorso secondo il prescritto nel Concilio Tridentino, ed uniformemente alle leggi del Regno, con tutte le facoltà che sono proprie agli altri Parochi, e coll'obbligo della istruzione dei ragazzi nei doveri della S. Religione e dello Stato.

Per quanto poi riguarda la giurisdizione, siccome questa non è stata mai conceduto alla Casa fi Conversano sopra la riferita Popolazione, che è cominciata a sorgere dopo il 1500, così intende e vuole S. M. che sia esercitato nel suo reale nome, e da quel governatore che si riserba di destinarvi, mentre intanto comanda che comincia subito ad esercitarvela il regio Governatore di Monopoli, come il più vicino, procedendo di Giustizia in tutte le contese che possono accadre. E finalmente a S.M. approvato in tutte le sue parti quando il predetto Fiscale Vivenzio ha bonariamente convenuto in Alberobello coll'avvocato del Conte di Conversano, mediante un atto firmato dal medesimo Avvocato, e da quello della Popolazione ed avvalorato dalla lui firma, col quale è restato stabilito che sia lecito a quei Cittadini di fabbricare le case nel modo ed assai più comodo, senza essere impediti dal Conte di Conversano; che tutti i massari che non immettono animali nel Bosco, o altri territori del Conte, non siano tenuti a pagamento di fida o d'altra prestazione; che sia in libertà di donne di andare, se volgiono, a raccogliere le olive in Montalbano, ma per quella mercede o salario che potranno convenire; che sia lecito alla medesima Popolazione di raccogliere le legna secche nel Bosco, pagando al barone ducati venticinque l'anno; che sia permesso alla Comunità, subito che sarà eretta di formarsi il Molino ed il Forno, la Bottega lorda e la Beccarla, e darla in affitto per quel prezzo che potrà essa convenire, acciò da tale rendita possa supplire ai pesi fiscali, ai quali verrà tenuta tosto chè sarà eretta in Comunità, senza che la Casa di Conversano possa esercitare più, come ha fatto finora, tali diritti proibitivi.
Di real ordine la partecipo a codesta udienza per sua intelligenza e regolamento"
- Napoli li 27 maggio 1797. - Saverio Simonetti._ All'udienza di Trani.-

Quindi abbiamo spedito il presente con il quale vi dicemo e ordinamo che conferendovi personalmente in detta città di Alberobello dobbiate pubblicare la soprascritta sovrana risoluzione; ed affinché venghi a notizia di tutti, affiggere copia del presente nel luogo solito e consueto.

- Trani 31 maggio 1797

Spiriti- Pisciotti - Pisa - Prestia - Giordano, segretario

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